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Costo del Notaio per Acquisto Terreno Agricolo: Imposte e Agevolazioni

Pubblicato il A cura di Redazione NotaiOnline

Un regime fiscale specifico

L'acquisto di un terreno agricolo segue regole fiscali distinte da quelle applicabili ai fabbricati. L'imposta di registro ordinaria è del 15% — la più alta tra le aliquote previste per i trasferimenti immobiliari — ma il legislatore ha previsto un regime agevolato per chi coltiva la terra professionalmente, riducendo il prelievo all'1%.

La differenza tra le due aliquote è sostanziale: su un terreno del valore di 100.000 euro, l'imposta di registro ordinaria ammonta a 15.000 euro; con l'agevolazione per la piccola proprietà contadina (PPC), scende a 1.000 euro. Una distanza che rende la qualifica soggettiva dell'acquirente il fattore determinante del costo dell'operazione.

Imposte ordinarie sull'acquisto di terreni agricoli

L'acquisto di un terreno agricolo da persona fisica, senza agevolazioni, sconta le seguenti imposte:

VoceImporto
Imposta di registro15% del valore dichiarato
Imposta ipotecaria50 euro (misura fissa)
Imposta catastale50 euro (misura fissa)

La base imponibile è il valore dichiarato nell'atto, salvo che l'Agenzia delle Entrate ne contesti la congruità in sede di accertamento. Per i terreni agricoli non si applica il meccanismo del prezzo-valore (che è riservato ai fabbricati abitativi acquistati da persone fisiche).

Se il venditore è un soggetto IVA (impresa agricola), l'operazione è esente da IVA (art. 10, comma 1, n. 8-ter, D.P.R. 633/1972) e le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura proporzionale.

Agevolazione per la piccola proprietà contadina (PPC)

L'art. 2, comma 4-bis, del D.L. 194/2009 (convertito con L. 25/2010) ha stabilito in via permanente le agevolazioni per la piccola proprietà contadina:

VoceImporto agevolato
Imposta di registro1% del valore dichiarato
Imposta ipotecaria200 euro (misura fissa)
Imposta catastale200 euro (misura fissa)

Requisiti soggettivi

Possono beneficiare dell'agevolazione:

  1. Coltivatori diretti iscritti nella relativa gestione previdenziale INPS (ex SCAU). La qualifica di coltivatore diretto richiede che il soggetto si dedichi direttamente e abitualmente alla coltivazione dei fondi.

  2. Imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella relativa gestione previdenziale. La qualifica di IAP, introdotta dal D.Lgs. 99/2004, richiede il possesso di conoscenze e competenze professionali, la dedizione all'attività agricola per almeno il 50% del tempo di lavoro complessivo e il ricavo dall'attività agricola di almeno il 50% del reddito globale. Per le zone svantaggiate, le percentuali scendono al 25%.

  3. Società agricole in cui almeno un socio sia coltivatore diretto o IAP.

Obblighi e decadenza

L'acquirente che beneficia dell'agevolazione PPC deve:

  • Coltivare il terreno per almeno cinque anni dalla data dell'acquisto
  • Non vendere il terreno prima del decorso del quinquennio

La violazione di questi obblighi comporta la decadenza dall'agevolazione, con recupero della differenza d'imposta (dal 1% al 15%), sanzioni e interessi. La decadenza non si verifica se il terreno viene rivenduto a un altro coltivatore diretto o IAP che mantenga la destinazione agricola.

La prelazione agraria

La compravendita di terreni agricoli è condizionata dal diritto di prelazione spettante a determinate categorie di soggetti, nell'ordine:

  1. Affittuario coltivatore diretto del fondo (art. 8, L. 590/1965)
  2. Confinante coltivatore diretto o IAP (art. 7, L. 817/1971), a condizione che non abbia venduto terreni agricoli nei due anni precedenti

Procedura di prelazione

Il proprietario che intende vendere il terreno deve notificare al prelazionario (affittuario o confinante) il preliminare di compravendita tramite lettera raccomandata, indicando il prezzo e le condizioni della vendita. Il prelazionario ha 30 giorni dalla ricezione della notifica per esercitare il diritto di prelazione alle medesime condizioni.

Se la notifica non viene effettuata, o se il terreno viene venduto a un prezzo inferiore o a condizioni diverse da quelle comunicate, il prelazionario può esercitare il diritto di riscatto (retratto agrario) entro un anno dalla trascrizione dell'atto di vendita, riacquistando il terreno alle condizioni della vendita effettuata.

Il notaio rogante ha l'obbligo di verificare che la procedura di prelazione sia stata correttamente espletata prima della stipula dell'atto. Nell'atto di compravendita, l'acquirente rende dichiarazione circa l'avvenuta notifica e il mancato esercizio della prelazione, ovvero circa l'inesistenza di soggetti aventi diritto.

Onorario del notaio

L'onorario notarile per il rogito di un terreno agricolo segue le stesse logiche degli altri atti di compravendita immobiliare, rapportandosi al valore dell'operazione:

Valore del terrenoOnorario indicativo (IVA 22% inclusa)
Fino a 50.000 euro1.500 - 2.000 euro
50.000 - 100.000 euro2.000 - 2.800 euro
100.000 - 250.000 euro2.500 - 3.500 euro
Oltre 250.000 euroDa concordare

Esempio di costo complessivo

Acquisto di un terreno agricolo del valore di 80.000 euro:

Acquirente non coltivatore:

VoceImporto
Imposta di registro (15%)12.000 euro
Imposta ipotecaria50 euro
Imposta catastale50 euro
Onorario notaio (stima)2.200 euro
Totale14.300 euro

Acquirente coltivatore diretto/IAP:

VoceImporto
Imposta di registro (1%)800 euro
Imposta ipotecaria200 euro
Imposta catastale200 euro
Onorario notaio (stima)2.200 euro
Totale3.400 euro

La differenza di 10.900 euro illustra l'impatto determinante della qualifica soggettiva dell'acquirente.

Terreni agricoli e cambio di destinazione

L'acquisto di un terreno agricolo con l'intenzione di modificarne la destinazione urbanistica (ad esempio per edificarvi) non è soggetto alle agevolazioni PPC e può comportare implicazioni fiscali aggiuntive. Se il terreno è classificato come edificabile nel piano regolatore, le imposte si calcolano sul valore di mercato come area edificabile, con aliquota di registro del 9%.

La distinzione tra terreno agricolo e terreno edificabile non dipende dalla destinazione catastale, ma dalla classificazione nel piano regolatore generale del comune. Un terreno catastalmente agricolo ma urbanisticamente edificabile sconta le imposte come area edificabile.

Domande Frequenti

Si può usufruire delle agevolazioni PPC senza essere coltivatori diretti?

No. Le agevolazioni per la piccola proprietà contadina sono riservate ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella relativa gestione previdenziale INPS, nonché alle società agricole con almeno un socio coltivatore diretto o IAP. L'iscrizione previdenziale è il requisito essenziale.

Il confinante ha sempre diritto di prelazione?

Il confinante coltivatore diretto o IAP ha diritto di prelazione solo se: a) coltiva direttamente i propri fondi confinanti; b) non ha venduto terreni agricoli nei due anni precedenti; c) il terreno in vendita non è già coltivato da un affittuario (che ha prelazione prioritaria). I confinanti non coltivatori diretti non godono di alcuna prelazione.

Cosa succede se si vende il terreno prima dei cinque anni?

La vendita del terreno prima del quinquennio comporta la decadenza dall'agevolazione PPC, con obbligo di pagare la differenza d'imposta (dal 1% al 15%), una sanzione del 30% e gli interessi di mora. La decadenza non si applica se l'acquirente del terreno è a sua volta coltivatore diretto o IAP che prosegue la coltivazione.

Il prezzo-valore si applica ai terreni agricoli?

No. Il meccanismo del prezzo-valore (art. 1, comma 497, L. 266/2005) è riservato ai trasferimenti di fabbricati ad uso abitativo tra persone fisiche. Per i terreni agricoli, la base imponibile è il corrispettivo dichiarato nell'atto, soggetto ad eventuale accertamento di valore da parte dell'Agenzia delle Entrate.

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Fonti e riferimenti normativi:


Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza legale o notarile. Per una consulenza personalizzata, si raccomanda di rivolgersi a un notaio. Ultimo aggiornamento: 2026-04-10.

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